Si ricorda oggi, con una cerimonia a Birkenau, il giorno della liberazione di Aushwitz e della fine di un incubo che ha coinvolto l’Europa intera.
Il 24 gennaio il segretario generale dell’ONU, Kofi Annan, ha ricordato la liberazione dei campi di concentramento nazisti durante l’assemblea generale delle Nazioni Unite.
Una commemorazione, la sua, che purtroppo passerà alla storia più che altro per le assenze.
I banchi vuoti erano davvero troppo numerosi; pare che il mondo arabo abbia totalmente ignorato l’evento, non partecipando all’assemblea.
Anche i gruppi neonazisti della Sassonia hanno lasciato dichiarazioni inquietanti riguardo all’evento.
Il fatto che esistano ancora gruppi neonazisti non fa altro che rendere più legittimo l’interrogativo che si pone Elie Wiesel, premio Nobel per la Pace e sopravvissuto a un lager: “Ma il mondo ha imparato da questa tragedia?”
I neofascisti italiani, invece, insistono a cercare di farsi passare per qualcosa di diverso da quel che sono, secondo la tipica accondiscendenza italiana che li porta ad ostinarsi a “fare i moderati”.
(Nota: non critico la moderazione, anzi, ben venga la moderazione, ma c’è differenza tra “essere moderato” e “fare il moderato”).
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