Su La Repubblica di martedì 5 settembre ho letto sei pagine di articoli riguardanti le possibili modifiche alla legge sulle pensioni. Di queste sei pagine, ciò che più mi ha colpito sono state le parole dell’onorevole D’Alema:
“Se uno vuole andare in pensione a 57 anni, cosa che io considero aberrante, io non sono per impedirglielo, è una cosa legittima…”
Non voglio entrare nel merito dei disincentivi, ma semplicemente scrivere un paio di considerazioni su questa affermazione di D’Alema:
- Sono certa che se tutti gli italiani esercitassero una professione paragonabile, per stipendio, ritmi di lavoro e tipo di contratto, a quella dell’onorevole, nessuno vorrebbe andare in pensione prima dei 70 anni, anzi, tutti lo considererebbero aberrante.
- Manderei il caro signor D’Alema a provare un mesetto o due di qualche bel lavoro duro (che so, la fonderia, per esempio), anche senza variazioni di stipendio, giusto per vedere se considererebbe ancora aberrante l’idea di andare presto in pensione.